{"id":154,"date":"2015-10-12T18:23:09","date_gmt":"2015-10-12T16:23:09","guid":{"rendered":"http:\/\/18.197.169.155\/?p=154"},"modified":"2018-07-19T16:39:58","modified_gmt":"2018-07-19T14:39:58","slug":"un-escursione-particolare-su-noduladu","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/35.159.186.3\/it\/un-escursione-particolare-su-noduladu\/","title":{"rendered":"Un&#8217;escursione particolare &#8211; Su Noduladu"},"content":{"rendered":"<h1 class=\"post-title entry-title\">Un&#8217;escursione particolare &#8211; Su Noduladu<\/h1>\n<p>La Sardegna \u00e8 ricchissima di luoghi da visitare e che stupiscono per la loro selvaggia bellezza ma spesso i turisti (ed anche le guide) tendono a \u201cfossilizzarsi\u201d sugli itinerari pi\u00f9 conosciuti e ritenuti classici e rappresentativi della nostra regione.<br \/>\nEsistono dei luoghi dimenticati e poco frequentati che nascondono paesaggi stupendi e, come nel caso del trekking che andremo a raccontarvi, storie particolari ed al limite del fiabesco che meritano di essere (ri)scoperti e fatti conoscere.<\/p>\n<p>Questa uscita nasce da una conversazione avuta con un mio amico ed abile ceramista (<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/antoni.batzu\" target=\"_blank\">Antoni Batzu<\/a>) riguardo un bel fiume ed un suo progetto in quella zona che mi ha fin da subito incuriosito in quanto la zona era a me praticamente sconosciuta e dopo aver fatto delle ulteriori ricerce sui luoghi indicatemi da Antoni sono emersi dei particolari estremamente interessanti.<br \/>\nIl percorso programmato \u00e8 lungo ed anche se, per la maggior parte si svolge su carrabile, richiederebbe una giornata intera per essere portato a termine nella sua interezza ma a causa di impegni abbiamo potuto dedicargli solo un pomeriggio, riservandoci, in un futuro prossimo, di completarlo come pianificato.<\/p>\n<h3>La partenza<\/h3>\n<p>ngg_shortcode_0_placeholder<br \/>\nLa zona \u00e8 al confine tra il comune di Oschiri e quello di Buddus\u00f2 e pi\u00f9 precisamente all\u2019interno della zona amministrata dall\u2019Ente Foreste e sotto la denominazione di Foresta Demaniale di Filigosu, raggiungibile seguendo la Strada Statale 597 (Sassari-Olbia); vicino all\u2019abitato di Oschiri, presso un bivio, un cartello indirizza verso una strada secondaria che porta all&#8217;ingresso della foresta. Un grande edificio dell\u2019ente foreste mette a disposizione aree picnic attrezzate e un comodo parcheggio e da cui si dipartono alcune sterrate in salita verso il fianco della montagna.<br \/>\nFacilmente percorribile, si arrampica lungo il fianco sud-ovest del monte, solcando il bosco di conifere e la folta vegetazione, con una forte e gradita presenza di corbezzoli.<br \/>\nLa carrareccia prosegue costeggiando da una certa distanza il corso del Riu Mannu e spesso ci ritroviamo ad affacciarci dal bordo della stessa per ammirarne il corso nella profonda gola che lo ospita.<br \/>\nIn alcuni punti, guardando in direzione Nord, \u00e8 possibile ammirare in lontananza il massiccio del Limbara e la valle di Berchiadda ed Oschiri ai suoi piedi.<\/p>\n<h3>Le case abbandonate<\/h3>\n<p>ngg_shortcode_1_placeholder<br \/>\nDopo circa un chilometro e mezzo notiamo un piccolo spiazzo ed una sterrata che scendendo verso destra guida il nostro sguardo verso qualcosa di insolito; abbiamo trovato il luogo che stavamo cercando!<br \/>\nTra la fitta vegetazione ed i molti fichi d\u2019india si intravede un muro di un vecchissimo edificio e mentre ci avviciniamo ad esso, altri, di diversa foggia e grandezza, appaiono tra la vegetazione e le rocce, sempre pi\u00f9 numerosi. Ci guardiamo intorno per capire la conformazione del luogo, che doveva avere una certa estensione e un discreto numero di edifici, ma lo stato di abbandono e la vegetazione che si \u00e8 riappropriata di quelle che dovevano essere piccole strade, ne rende difficoltosa l\u2019identificazione.<br \/>\nContiamo almeno una decina di case con diverse altre aree che, probabilmente, erano adibite al ricovero di animali (pecore e galline), collegate tra loro da quella che doveva essere una stretta strada\/camminamento delimitato da un muretto a secco. L\u2019atmosfera \u00e8 molto particolare ed \u00e8 evidente che, non trattandosi di un singolo edificio abbandonato, quel luogo celava una storia molto pi\u00f9 articolata ed interessante.<br \/>\nLa prima casa \u00e8 in buono stato con il tetto in tegole adagiate su tipico incannucciato e travi; al suo interno troviamo un piccolo tavolino ed un focolare.<\/p>\n<p>ngg_shortcode_2_placeholder<br \/>\nContinuiamo la nostra esplorazione tra le case ed arrivando quasi in cima ad uno sperone roccioso,e dopo esserci fatti strada tra le fronde degli alberi, scorgiamo poco distante un\u2019altra abitazione di considerevoli dimensioni con annessa area delimitata da un muretto ed un\u2019apertura. L\u2019edificio \u00e8 diviso in due ampi ambienti da un muro che presenta una parte centrale semi crollata, non ha pi\u00f9 il tetto e la cosa che subito attrae la nostra attenzione \u00e8 il forno intatto in un angolo. L\u2019edificio era adibito alla panificazione ed alla cottura di alimenti attraverso il grande forno e, probabilmente l\u2019ambiente attiguo era adibito alla preparazione delle vivande.<br \/>\nA questo punto \u00e8 stato chiaro che ci trovavamo in un luogo davvero particolare, tutto faceva pensare ad una piccola comunit\u00e0 o ad un gruppo di case di propriet\u00e0 di un singolo padrone terriero con le altre case riservate ai lavoratori ed alle loro famiglie ed abbiamo incominciato a pensare alle diverse possibilit\u00e0 e storie di quello strano posto.<\/p>\n<p>Durante l\u2019esplorazione ci siamo spinti lungo sentieri appena segnati che corrono lungo tutto il perimetro del gruppo di case ed alcuni, chiaramente, scendono verso il non lontano Riu Mannu del quale si riusciva a sentire chiaramente il fluire delle acque. Da l\u00ec si pu\u00f2 dominare tutta la gola del fiume che in quel punto forma un\u2019ampia curva tutt\u2019intorno allo sperone roccioso dove sorgevano le case.<\/p>\n<p>Finita l\u2019esplorazione abbiamo ripreso la carrareccia principale per continuare la nostra ascesa lungo il fianco del monte cercando di immaginare come fosse stata la vita delle persone che vivevano in un posto del genere. Sicuramente avvolti da uno stupendo ambiente naturale, con il costante scrosciare del fiume, con gli animali da accudire e mille faccende da sbrigare per poter vivere e mangiare ma anche estremamente isolati, dimenticati, senza nessuna comodit\u00e0 se non quella di un tetto ed un focolare che scaldava la stanza.<\/p>\n<h3>Il ritorno<\/h3>\n<p>ngg_shortcode_3_placeholder<br \/>\nAbbiamo proseguito la salita per un altro po\u2019, sempre avvolti da una rigogliosa natura e dall\u2019intenso profumo delle conifere e del sottobosco umido per poi tornare indietro sui nostri passi sino all\u2019edificio della forestale dove, contenti per aver passato un pomeriggio di esplorazione un po\u2019 diverso dal solito, abbiamo ripreso l\u2019auto per tornare a casa.<\/p>\n<p>Tornato a casa ho immediatamente cercato informazioni sul luogo che avevamo trovato e, come avevamo immaginato ed avvertito come forte sensazione, aveva da raccontare una storia particolare.<\/p>\n<h3>Su Noduladu<\/h3>\n<p>Il gruppo di case costituiva un\u2019antica frazione isolatissima che accoglieva una decina di famiglie e che si dice fossero talmente isolate da aver sviluppato una forma di linguaggio totalmente differente ed incomprensibile per gli stranieri e che spingeva la popolazione a ricercare all&#8217;interno della stessa ristretta comunit\u00e0 anche l&#8217;unione coniugale.<\/p>\n<div class=\"video-container\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Su Noduladu\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/VOn5Snp8z8c?feature=oembed&#038;wmode=opaque\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<p>La galleria immagini<\/p>\n<p>[Not a valid template]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un&#8217;escursione particolare &#8211; Su Noduladu La Sardegna \u00e8 ricchissima di luoghi da visitare e che stupiscono per la loro selvaggia bellezza ma spesso i turisti (ed anche le guide) tendono a \u201cfossilizzarsi\u201d sugli itinerari&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":543,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"postBodyCss":"","postBodyMargin":[],"postBodyPadding":[],"postBodyBackground":{"backgroundType":"classic","gradient":""},"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[976,15,68],"tags":[70,72,74,76,78,80],"class_list":["post-154","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-1-giorno","category-escursioni","category-rovine","tag-berchidda-it","tag-filigosu-it","tag-limbara-it","tag-monteacuto-it","tag-oschiri-it","tag-su-noduladu-it"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/35.159.186.3\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/154","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/35.159.186.3\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/35.159.186.3\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/35.159.186.3\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/35.159.186.3\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=154"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/35.159.186.3\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/154\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/35.159.186.3\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/543"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/35.159.186.3\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=154"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/35.159.186.3\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=154"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/35.159.186.3\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=154"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}