{"id":31,"date":"2015-10-06T17:17:21","date_gmt":"2015-10-06T15:17:21","guid":{"rendered":"http:\/\/18.197.169.155\/?p=31"},"modified":"2018-07-19T16:39:58","modified_gmt":"2018-07-19T14:39:58","slug":"montalbo-escursione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/35.159.186.3\/it\/montalbo-escursione\/","title":{"rendered":"Montalbo Escursione"},"content":{"rendered":"<h1 class=\"post-title entry-title\">Montalbo Escursione<\/h1>\n<p>Montalbo Escursione &#8211; La Sardegna, durante il mese di Agosto, vede una notevole diminuzione delle escursioni poich\u00e9 le alte temperature e la scarsit\u00e0 di luoghi in cui rifornirsi di acqua lungo i percorsi rendono il trekking e l\u2019hiking attivit\u00e0 da fare con estrema prudenza, conoscendo perfettamente i luoghi e pianificando minuziosamente il tragitto da percorrere e le scorte d\u2019acqua da portarsi dietro.<\/p>\n<p>A fine Agosto ci si presenta la possibilit\u00e0 di tentare un percorso che pianificavamo da tempo in uno dei luoghi pi\u00f9 aspri, duri, ma anche affascinanti della Sardegna: Il Montalbo.<\/p>\n<p>Il Montalbo \u00e8 un massiccio calcareo di circa 20 km che va da Siniscola a Lula e la cui cresta si estende per circa 13 km nel territorio delle Baronie, caratterizzato da burroni e pareti scoscese, campi solcati e vasti altipiani con quote mediamente sui 1000 metri, \u00e8 un Sito di Interesse Comunitario (SIC) ed ospita endemismi quali il <i>geotritone del Montalbo.<\/i><\/p>\n<p>Il percorso pianificato prevede un anello di circa 10 km con un dislivello positivo di circa 610m ed uno negativo di circa 665m da effettuare in 7 ore. Il terreno che andremo ad affrontare sar\u00e0 prevalentemente costituito da roccia calcarea, campi solcati, radure erbose con un paio di discese e salite a forte pendenza su terreno instabile (pietraie calcaree).<\/p>\n<h3>Partenza ore 8:00<\/h3>\nngg_shortcode_0_placeholder\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo aver raggiunto Siniscola con la SS 131 DCN, percorriamo la SP 03 che porta a Lula; posteggiamo l\u2019auto nello spazio antistante la Fontana Sa Mela e da qui ci incamminiamo lungo la stessa SP03 verso nord per raggiungere l\u2019incrocio con la sterrata che porta verso la parete Est del Montalbo. Dopo un breve tratto ed una biforcazione con chiaramente indicata, a sinistra le Fonti Su Tassu ed a destra, la nostra meta, Punta Cupetti, ci incamminiamo su per una salita facilmente percorribile.<\/p>\n<p>Arrivati alla base della parete rocciosa la mulattiera si trasforma in sentiero e prosegue, ben evidente, lungo la parete, su cui \u00e8 indicato il nome su un cartello: Scala de Su Tassu. <\/p>\n<p>La salita, seppure ripida in alcuni punti, \u00e8 agevole e mantenuta in ottimo stato dal lavoro dell\u2019Ente Foreste che ha provveduto anche all\u2019installazione di balaustre in tronchi di leccio nei punti pi\u00f9 esposti, rendendola estremamente piacevole.<\/p>\n<p>Arrivati in cima ci si apre di fronte ai nostri occhi uno spettacolo immenso, l\u2019altopiano di Sas Vinizolas, completamente ricoperto da Elicriso che, seppur la stagione della fioritura sia passata da tempo, inonda l\u2019aria del suo inebriante profumo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Punta Pizzu<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci incamminiamo lungo il sentiero sino ad arrivare ad un incrocio segnalato da cartelli dell\u2019Ente Foreste ed proseguiamo a sinistra verso Punta Pizzu (Punta Su Piciu) e seguendo il sentiero ben visibile si attraversa Sas Vinizolas in direzione Est. La vista da Punta Pizzu \u00e8 straordinaria e ci da la possibilit\u00e0 di ammirare (iniziando da nord-est in senso orario) il Lago di Posada ed il massiccio di Monte Nieddu alle sue spalle, la valle di Torp\u00e8 e Posada, in lontananza il Golfo di Olbia, San Teodoro e l\u2019Isola di Tavolara, la costa con Budoni, La Caletta, Siniscola, Monte Senes ed in lontananza, verso sud-sud-ovest, il massiccio del Corrasi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Punta Cupetti<\/h3>\nngg_shortcode_1_placeholder\n<p>Dopo una breve sosta ci incamminiamo ripercorrendo lo stesso sentiero sino a raggiungere nuovamente l\u2019incrocio con i cartelli ed affrontiamo il percorso verso Punta Cupeti (Punta Cupetti. Poco prima di affrontare la facile salita verso la punta ci fermiamo a visitare il Cuile Cupeti che sorge ai margini dell\u2019altopiano di Sas Vinizolas. Il Cuile \u00e8 piccolo e sfortunatamente si trova in uno stato di semi abbandono anche se l\u2019Ente Foreste ha installato un paio di segnali con l\u2019indicazione degli antistanti ovili, ridotti ormai a poco pi\u00f9 che un\u2019area definita da un muretto a secco.<\/p>\n<p>Dopo una breve salita ci troviamo in cima a Punta Cupeti (Punta Cupetti), anche qui segnalata con una piccola struttura di sassi, ed ammiriamo il paesaggio mentre il forte vento ci sferza e quasi ci impedisce di rimanere in piedi.<\/p>\n<p>La vista che ci si apre di fronte, anche in questo caso, \u00e8 magnifica e sterminata. Valli, picchi, gole, magnifiche distese verdi in lontananza e possiamo ammirare una parte del percorso che ci attende.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 molta strada da fare e dopo le foto di rito affrontiamo la discesa lungo i canaloni scavati dell\u2019acqua sino ad arrivare nell\u2019altipiano Ena Cupetti che attraverseremo da nord verso sud-ovest e mantenendo come obiettivo due perastri, unici alberi in tutta la valle completamente ricoperta da cespugli di elicriso. Da qui in poi non troveremo pi\u00f9 nulla di segnato od alcun sentiero visibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Sa Ena Cupetti<\/h3>\nngg_shortcode_2_placeholder\n<p>L\u2019attraversamento dell\u2019altopiano non presenta difficolt\u00e0 di sorta se non la presenza massiccia di cespugli (per lo pi\u00f9 elicriso) che, in assenza di un\u2019adeguata protezione data dai calzini, potrebbero graffiare le gambe. <\/p>\n<p>Arrivati sul bordo della gola del Riu Siccu ci fermiamo ad ammirare il nuovo paesaggio che ci si apre di fronte. La gola \u00e8 ripida e profonda 170m dal punto in cui siamo, sulla destra abbiamo S\u2019Adde con i suoi cuili ed in fondo la SP03, di fronte l\u2019altra parete della gola che dovremo affrontare a breve e che, come avevamo gi\u00e0 individuato durante la pianificazione a tavolino, sar\u00e0 la parte pi\u00f9 dura dell\u2019intera escursione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La discesa<\/h3>\nngg_shortcode_3_placeholder\n<p>Non troviamo nulla di segnalato, nessun millone (omino di segnalazione) e la dura pietra non presenta nessun segno di passaggio e quindi la discesa avviene con un\u2019attenzione ancor maggiore come \u00e8 d\u2019obbligo in situazioni di terreno cos\u00ec difficoltoso. Unica distrazione un Biacco Carbonarius che si riscaldava al sole e che, appena mi sono avvicinato, ha trovato rifugio tra le rocce di una pietraia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>I Cuili di S\u2019Adde<\/h3>\nngg_shortcode_4_placeholder\n<p>Una volta arrivati in fondo alla gola ci siamo diretti, seguendo il corso del Riu Siccu (ovviamente non vi era presenza di acqua!!), verso S\u2019Adde ed i cuili che avevamo visto poco prima dalla cresta.<\/p>\n<p>Purtoppo la delusione e la rabbia \u00e8 stata molta alla vista dello stato degli stessi.<\/p>\n<p>Ogni cuile era circondato da una recinzione in rete di ferro, in molte parti abbattuta, e tutti i cuili risultavano dati alle fiamme e quindi in gran parte distrutti. <\/p>\n<p>Questo non vuole essere un rimprovero nei confronti dell\u2019amministrazione comunale, che anzi si \u00e8 adoperata per preservare i cuili (anche se le reti di acciaio sono davvero brutte e chiaramente non oppongono molta resistenza ai vandali) ma una denuncia nei confronti di chi, data la vicinanza dei cuili alla strada provinciale, ne fa un uso distruttivo e scellerato accendendo fuochi al loro interno e bivaccandovi durante i picnic domenicali.<\/p>\n<h3>L\u2019ascesa &#8211; Sa Ena Longa &#8211; Sa Ena Manna<\/h3>\nngg_shortcode_5_placeholder\n<p>Dopo la breve pausa ai cuili riprendiamo il nostro cammino lungo la gola del Riu Siccu sino a raggiungere una formazione rocciosa sulla parete destra che, dalla nostra pianificazione, indicava in punto di attacco per la salita della parete.<\/p>\n<p>\u00c8 stato fin da subito chiaro che non sarebbe stata una salita agevole a causa della forte pendenza (mediamente del 60%) e della tipologia di terreno.<br \/>\nGiunti in cima ci si apre sulla destra l\u2019altimpiano Sa Ena Minore, che terremo sempre alla nostra destra scendendo lungo la dorsale di una collina che ci porta verso Sa Ena Longa, altro altipiano quasi del tutto privo di vegetazione arborea ed, altres\u00ec, completamente ricoperta dalla tipica vegetazione cespugliosa. Da questa ci dirigiamo verso un\u2019altro pianoro chiamato Sa Ena Manna, l\u2019ultima di questa serie di valli che caratterizzano la parte superiore del Montalbo settentrionale. Sa Ena Manna ha la caratteristica di presentare moltissimi perastri da cui \u00e8 meglio tenersi alla larga a causa delle loro lunghe spine.<\/p>\n<p>Dalla parte nord di Sa Ena Manna iniziamo la nostra ultima ascesa lungo un canalone prima e durissimi campi solcati poi che ci faranno raggiungere la sella da cui scenderemo, nuovamente, verso S\u2019Adde.<\/p>\n<p>La salita risulta dura per la stanchezza accumulata lungo il percorso e per la presenza di campi solcati molto profondi ed ampi oltre alla quasi totale assenza di ventilazione che a met\u00e0 giornata rende il tutto pi\u00f9 difficoltoso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>S\u2019Iscala de Su Ramallete<\/h3>\nngg_shortcode_6_placeholder\n<p>Giunti in cima ammiriamo la valle S\u2019Adde dalla parte opposta da dove, qualche ora prima, l\u2019avevamo osservata ed iniziamo la discesa prudente ma non difficile lungo S\u2019Iscala e Su Ramallete dove ritroviamo una parvenza di sentiero, probabilmente creato dal passaggio del bestiame che vediamo poco pi\u00f9 gi\u00f9.<\/p>\n<p>La \u201cscala\u201d non \u00e8 altro che una serie di tornanti stretti a ridosso della parete perpendicolare da cui, nel tratto pi\u00f9 caratteristico, si aggetta una formazione rocciosa completamente ricoperta da una stupenda pianta rampicante che non sono riuscito ad identificare. Infine arriviamo alla Strada Provinciale 3 che, percorrendola per alcuni km ci riporter\u00e0 all\u2019auto, non prima di aver guardato S\u2019Adde da un\u2019altra, stupenda prospettiva, verso la gola di Riu Siccu; veduta che tutte le persone che passano dalla SP3 possono ammirare\u2026.<br \/>\n&#8230;ma poche ore fa noi eravamo l\u00ec.<\/p>\nngg_shortcode_7_placeholder\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il percorso \u00e8 scaricabile da Wikiloc al seguente link:&nbsp;&nbsp;<a href=\"http:\/\/bit.ly\/Montalbo\" target=\"_blank\">DOWNLOAD<\/a><\/p>\n<h1 class=\"post-title entry-title\">Montalbo<\/h1>\n<p>La Sardegna, durante il mese di Agosto, vede una notevole diminuzione delle escursioni poich\u00e9 le alte temperature e la scarsit\u00e0 di luoghi in cui rifornirsi di acqua lungo i percorsi rendono il trekking e l\u2019hiking attivit\u00e0 da fare con estrema prudenza, conoscendo perfettamente i luoghi e pianificando minuziosamente il tragitto da percorrere e le scorte d\u2019acqua da portarsi dietro.<\/p>\n<p>A fine Agosto ci si presenta la possibilit\u00e0 di tentare un percorso che pianificavamo da tempo in uno dei luoghi pi\u00f9 aspri, duri, ma anche affascinanti della Sardegna: Il Montalbo.<\/p>\n<p>Il Montalbo \u00e8 un massiccio calcareo di circa 20 km che va da Siniscola a Lula e la cui cresta si estende per circa 13 km nel territorio delle Baronie, caratterizzato da burroni e pareti scoscese, campi solcati e vasti altipiani con quote mediamente sui 1000 metri, \u00e8 un Sito di Interesse Comunitario (SIC) ed ospita endemismi quali il <i>geotritone del Montalbo.<\/i><\/p>\n<p>Il percorso pianificato prevede un anello di circa 10 km con un dislivello positivo di circa 610m ed uno negativo di circa 665m da effettuare in 7 ore. Il terreno che andremo ad affrontare sar\u00e0 prevalentemente costituito da roccia calcarea, campi solcati, radure erbose con un paio di discese e salite a forte pendenza su terreno instabile (pietraie calcaree).<\/p>\n<h3>Partenza ore 8:00<\/h3>\nngg_shortcode_8_placeholder\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo aver raggiunto Siniscola con la SS 131 DCN, percorriamo la SP 03 che porta a Lula; posteggiamo l\u2019auto nello spazio antistante la Fontana Sa Mela e da qui ci incamminiamo lungo la stessa SP03 verso nord per raggiungere l\u2019incrocio con la sterrata che porta verso la parete Est del Montalbo. Dopo un breve tratto ed una biforcazione con chiaramente indicata, a sinistra le Fonti Su Tassu ed a destra, la nostra meta, Punta Cupetti, ci incamminiamo su per una salita facilmente percorribile.<\/p>\n<p>Arrivati alla base della parete rocciosa la mulattiera si trasforma in sentiero e prosegue, ben evidente, lungo la parete, su cui \u00e8 indicato il nome su un cartello: Scala de Su Tassu. <\/p>\n<p>La salita, seppure ripida in alcuni punti, \u00e8 agevole e mantenuta in ottimo stato dal lavoro dell\u2019Ente Foreste che ha provveduto anche all\u2019installazione di balaustre in tronchi di leccio nei punti pi\u00f9 esposti, rendendola estremamente piacevole.<\/p>\n<p>Arrivati in cima ci si apre di fronte ai nostri occhi uno spettacolo immenso, l\u2019altopiano di Sas Vinizolas, completamente ricoperto da Elicriso che, seppur la stagione della fioritura sia passata da tempo, inonda l\u2019aria del suo inebriante profumo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Punta Pizzu<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci incamminiamo lungo il sentiero sino ad arrivare ad un incrocio segnalato da cartelli dell\u2019Ente Foreste ed proseguiamo a sinistra verso Punta Pizzu (Punta Su Piciu) e seguendo il sentiero ben visibile si attraversa Sas Vinizolas in direzione Est. La vista da Punta Pizzu \u00e8 straordinaria e ci da la possibilit\u00e0 di ammirare (iniziando da nord-est in senso orario) il Lago di Posada ed il massiccio di Monte Nieddu alle sue spalle, la valle di Torp\u00e8 e Posada, in lontananza il Golfo di Olbia, San Teodoro e l\u2019Isola di Tavolara, la costa con Budoni, La Caletta, Siniscola, Monte Senes ed in lontananza, verso sud-sud-ovest, il massiccio del Corrasi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Punta Cupetti<\/h3>\nngg_shortcode_9_placeholder\n<p>Dopo una breve sosta ci incamminiamo ripercorrendo lo stesso sentiero sino a raggiungere nuovamente l\u2019incrocio con i cartelli ed affrontiamo il percorso verso Punta Cupeti (Punta Cupetti. Poco prima di affrontare la facile salita verso la punta ci fermiamo a visitare il Cuile Cupeti che sorge ai margini dell\u2019altopiano di Sas Vinizolas. Il Cuile \u00e8 piccolo e sfortunatamente si trova in uno stato di semi abbandono anche se l\u2019Ente Foreste ha installato un paio di segnali con l\u2019indicazione degli antistanti ovili, ridotti ormai a poco pi\u00f9 che un\u2019area definita da un muretto a secco.<\/p>\n<p>Dopo una breve salita ci troviamo in cima a Punta Cupeti (Punta Cupetti), anche qui segnalata con una piccola struttura di sassi, ed ammiriamo il paesaggio mentre il forte vento ci sferza e quasi ci impedisce di rimanere in piedi.<\/p>\n<p>La vista che ci si apre di fronte, anche in questo caso, \u00e8 magnifica e sterminata. Valli, picchi, gole, magnifiche distese verdi in lontananza e possiamo ammirare una parte del percorso che ci attende.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 molta strada da fare e dopo le foto di rito affrontiamo la discesa lungo i canaloni scavati dell\u2019acqua sino ad arrivare nell\u2019altipiano Ena Cupetti che attraverseremo da nord verso sud-ovest e mantenendo come obiettivo due perastri, unici alberi in tutta la valle completamente ricoperta da cespugli di elicriso. Da qui in poi non troveremo pi\u00f9 nulla di segnato od alcun sentiero visibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Sa Ena Cupetti<\/h3>\nngg_shortcode_10_placeholder\n<p>L\u2019attraversamento dell\u2019altopiano non presenta difficolt\u00e0 di sorta se non la presenza massiccia di cespugli (per lo pi\u00f9 elicriso) che, in assenza di un\u2019adeguata protezione data dai calzini, potrebbero graffiare le gambe. <\/p>\n<p>Arrivati sul bordo della gola del Riu Siccu ci fermiamo ad ammirare il nuovo paesaggio che ci si apre di fronte. La gola \u00e8 ripida e profonda 170m dal punto in cui siamo, sulla destra abbiamo S\u2019Adde con i suoi cuili ed in fondo la SP03, di fronte l\u2019altra parete della gola che dovremo affrontare a breve e che, come avevamo gi\u00e0 individuato durante la pianificazione a tavolino, sar\u00e0 la parte pi\u00f9 dura dell\u2019intera escursione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La discesa<\/h3>\nngg_shortcode_11_placeholder\n<p>Non troviamo nulla di segnalato, nessun millone (omino di segnalazione) e la dura pietra non presenta nessun segno di passaggio e quindi la discesa avviene con un\u2019attenzione ancor maggiore come \u00e8 d\u2019obbligo in situazioni di terreno cos\u00ec difficoltoso. Unica distrazione un Biacco Carbonarius che si riscaldava al sole e che, appena mi sono avvicinato, ha trovato rifugio tra le rocce di una pietraia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>I Cuili di S\u2019Adde<\/h3>\nngg_shortcode_12_placeholder\n<p>Una volta arrivati in fondo alla gola ci siamo diretti, seguendo il corso del Riu Siccu (ovviamente non vi era presenza di acqua!!), verso S\u2019Adde ed i cuili che avevamo visto poco prima dalla cresta.<\/p>\n<p>Purtoppo la delusione e la rabbia \u00e8 stata molta alla vista dello stato degli stessi.<\/p>\n<p>Ogni cuile era circondato da una recinzione in rete di ferro, in molte parti abbattuta, e tutti i cuili risultavano dati alle fiamme e quindi in gran parte distrutti. <\/p>\n<p>Questo non vuole essere un rimprovero nei confronti dell\u2019amministrazione comunale, che anzi si \u00e8 adoperata per preservare i cuili (anche se le reti di acciaio sono davvero brutte e chiaramente non oppongono molta resistenza ai vandali) ma una denuncia nei confronti di chi, data la vicinanza dei cuili alla strada provinciale, ne fa un uso distruttivo e scellerato accendendo fuochi al loro interno e bivaccandovi durante i picnic domenicali.<\/p>\n<h3>L\u2019ascesa &#8211; Sa Ena Longa &#8211; Sa Ena Manna<\/h3>\nngg_shortcode_13_placeholder\n<p>Dopo la breve pausa ai cuili riprendiamo il nostro cammino lungo la gola del Riu Siccu sino a raggiungere una formazione rocciosa sulla parete destra che, dalla nostra pianificazione, indicava in punto di attacco per la salita della parete.<\/p>\n<p>\u00c8 stato fin da subito chiaro che non sarebbe stata una salita agevole a causa della forte pendenza (mediamente del 60%) e della tipologia di terreno.<br \/>\nGiunti in cima ci si apre sulla destra l\u2019altimpiano Sa Ena Minore, che terremo sempre alla nostra destra scendendo lungo la dorsale di una collina che ci porta verso Sa Ena Longa, altro altipiano quasi del tutto privo di vegetazione arborea ed, altres\u00ec, completamente ricoperta dalla tipica vegetazione cespugliosa. Da questa ci dirigiamo verso un\u2019altro pianoro chiamato Sa Ena Manna, l\u2019ultima di questa serie di valli che caratterizzano la parte superiore del Montalbo settentrionale. Sa Ena Manna ha la caratteristica di presentare moltissimi perastri da cui \u00e8 meglio tenersi alla larga a causa delle loro lunghe spine.<\/p>\n<p>Dalla parte nord di Sa Ena Manna iniziamo la nostra ultima ascesa lungo un canalone prima e durissimi campi solcati poi che ci faranno raggiungere la sella da cui scenderemo, nuovamente, verso S\u2019Adde.<\/p>\n<p>La salita risulta dura per la stanchezza accumulata lungo il percorso e per la presenza di campi solcati molto profondi ed ampi oltre alla quasi totale assenza di ventilazione che a met\u00e0 giornata rende il tutto pi\u00f9 difficoltoso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>S\u2019Iscala de Su Ramallete<\/h3>\nngg_shortcode_14_placeholder\n<p>Giunti in cima ammiriamo la valle S\u2019Adde dalla parte opposta da dove, qualche ora prima, l\u2019avevamo osservata ed iniziamo la discesa prudente ma non difficile lungo S\u2019Iscala e Su Ramallete dove ritroviamo una parvenza di sentiero, probabilmente creato dal passaggio del bestiame che vediamo poco pi\u00f9 gi\u00f9.<\/p>\n<p>La \u201cscala\u201d non \u00e8 altro che una serie di tornanti stretti a ridosso della parete perpendicolare da cui, nel tratto pi\u00f9 caratteristico, si aggetta una formazione rocciosa completamente ricoperta da una stupenda pianta rampicante che non sono riuscito ad identificare. Infine arriviamo alla Strada Provinciale 3 che, percorrendola per alcuni km ci riporter\u00e0 all\u2019auto, non prima di aver guardato S\u2019Adde da un\u2019altra, stupenda prospettiva, verso la gola di Riu Siccu; veduta che tutte le persone che passano dalla SP3 possono ammirare\u2026.<br \/>\n&#8230;ma poche ore fa noi eravamo l\u00ec.<\/p>\nngg_shortcode_15_placeholder\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il percorso \u00e8 scaricabile da Wikiloc al seguente link:&nbsp;&nbsp;<a href=\"http:\/\/bit.ly\/Montalbo\" target=\"_blank\">DOWNLOAD<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Montalbo Escursione Montalbo Escursione &#8211; La Sardegna, durante il mese di Agosto, vede una notevole diminuzione delle escursioni poich\u00e9 le alte temperature e la scarsit\u00e0 di luoghi in cui rifornirsi di acqua lungo i&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1279,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"postBodyCss":"","postBodyMargin":[],"postBodyPadding":[],"postBodyBackground":{"backgroundType":"classic","gradient":""},"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[976,15],"tags":[45,43,41,49,47,51,39],"class_list":["post-31","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-1-giorno","category-escursioni","tag-cupeti","tag-cupetti","tag-escursione","tag-montalbo","tag-punta-pizzu","tag-siniscola","tag-trekking"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/35.159.186.3\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/35.159.186.3\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/35.159.186.3\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/35.159.186.3\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/35.159.186.3\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/35.159.186.3\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/35.159.186.3\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1279"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/35.159.186.3\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/35.159.186.3\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/35.159.186.3\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}